Cosa succede quando un soggetto entra in uno spazio, chiude la porta, e decide da sé cosa fare con ciò che ha a disposizione? Questa domanda, apparentemente semplice, apre un nuovo modo di intendere la musicoterapia.
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Invece di partire dalla diagnosi, dal protocollo o dall'intervento progettato dal terapeuta, questo libro propone che il gesto autonomo del soggetto sia il fatto terapeutico più significativo di una seduta. Basandosi su Maturana, Varela, Pikler, Aucouturier, Fuchs, Friston e altri riferimenti contemporanei, l'autore costruisce un quadro teorico originale e lo documenta in contesti clinici e comunitari in Italia, tanto diversi quanto una scuola dell'infanzia, una casa di riposo, un centro per persone con sordocecità e un contesto di massima complessità neurologica. Un libro per musicoterapeuti, psicomotricisti, educatori e tutti coloro che lavorano dalla convinzione che ogni essere umano abbia qualcosa di proprio da offrire quando lo spazio lo rende possibile.