Crimina picta propone un itinerario di ricerca originale nel quale il diritto penale incontra la storia dell'arte, assumendo la pittura quale luogo privilegiato di riflessione sui fondamenti della giustizia.
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Muovendo dalla convinzione che l'opera d'arte costituisca non soltanto un documento estetico, ma anche una testimonianza della cultura giuridica di un'epoca, viene sviluppato un metodo interpretativo che legge i grandi capolavori della tradizione figurativa attraverso le categorie del diritto penale. Le opere di grandi maestri della luce e del colore diventano così occasione per indagare temi cruciali della materia penale: la corruzione, la calunnia, l'omicidio, la violenza sessuale, il furto, lo sfruttamento della prostituzione, la detenzione, l'errore giudiziario, la funzione della pena e altri ancora. L'analisi iconografica incrocia la riflessione storico-giuridica, mostrando come le immagini abbiano spesso accompagnato, spesso anticipandola, l'evoluzione delle categorie normative. Rivolto tanto agli studiosi quanto agli appassionati di cultura umanistica, Crimina picta invita a osservare i capolavori della pittura da una prospettiva inedita, nella quale il dialogo tra immagine e diritto diviene occasione di approfondimento scientifico e di riflessione sulla persistente attualità delle questioni che accompagnano, da sempre, l'esperienza della giustizia.