Tra filologia e critica, i capitoli del libro affrontano questioni diverse in relazione con la figura e l’opera di Torquato Tasso. Si inizia con due contributi dedicati ai dialoghi: il primo sul mito di Lorenzo il Magnifico nel Ficino overo de l’arte, il secondo sull’identità misteriosa del personaggio eponimo del Conte overo de l’imprese.
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Nel terzo capitolo viene proposta l’interpretazione di un epigramma di Luca Scalabrino, una delle poche persone davvero intime di Tasso, una figura di primo piano, dal punto di vista intellettuale e umano, della sua biografia. Al poema eroico nel Rinascimento – alla svolta costituita dalla Gerusalemme liberata nel sistema dei generi e alla ripresa nella critica letteraria del primo Ottocento (a proposito del romanzo moderno) di questioni discusse tre secoli prima – sono consacrati il quarto e il sesto capitolo, mentre il quinto è destinato all’analisi della “funzione Omero” nelle varie vasi del percorso creativo di Tasso. Chiude il volume un contributo sulla duplice redazione di una lettera del poeta alla granduchessa di Toscana.