La questione che inizialmente si pone a un discorso sulla pace e sulla guerra, dopo più di quattromila anni di esperienze dirette con l’utilizzo di questo mezzo, riguarda la mancanza di memoria storica capace di trattenere nella coscienza delle popolazioni gli aspetti distruttivi che un conflitto porta sempre con sé. Perché le guerre si scelgono, non accadono.
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Pensare di risolvere oggi i conflitti territoriali, razziali, interreligiosi con la forma di violenza più tremenda che l’uomo ha inventato e perfezionato, politicamente giustificata dal potere di deterrenza e della difesa, è semplicemente sconfortante, apre la porta al nichilismo filosofico. Con quali argomenti l’umanesimo, il personalismo, le proposizioni di credenza, l’imperativo categorico, dovrebbero costituire un monito inaggirabile? Prefazione di Luigi Alfieri.