La tendenza degli studi recenti di storia della comunicazione è stata quella di considerare la varietà, la coesistenza e la natura sistemica dei media nella società moderna e contemporanea. Termini come , ecosistema dei media o sono così diventati familiari per gli storici. Un ulteriore passaggio, rispetto a questa concezione multimediale della comunicazione, si è verificato più recentemente.
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Forse anche come riflesso della società mediatica in cui viviamo, dominata da forme di comunicazione sempre più ibride, la comunicazione non viene più rappresentata solo come un universo multimediale - dove stampa, manoscritto, oralità, musica, performance, immagini, suoni e video coesistono -, ma piuttosto come un ecosistema intermediale - all'interno del quale i media interagiscono spesso sovrapponendosi, modificandosi o sostituendosi l'uno con l'altro. Il concetto di intermedialità non appare più oggi solo un ostico neologismo ma comincia a essere impiegato 'sul campo' dagli storici. Nel presente volume studiosi dell'età moderna e contemporanea utilizzano questo concetto come chiave di lettura per interpretare fenomeni sociali, politici e culturali, fornendo una serie di esempi di applicazioni concrete di un approccio intermediale alla comunicazione in diversi ambiti storiografici.