Con Salgari, Mino Milani è il maggiore narratore d'avventura e di mistero del Novecento italiano. Poliedrico autore di romanzi, libri di storia e sceneggiature per fumetti, i suoi avvincenti racconti hanno corroborato l'immaginario di più d'una generazione, tanto da farne un "classico" della letteratura italiana del nostro tempo.
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Milani ha sempre mostrato di accettare ogni sfida con professionale rigore. Dal 1953 al 1977, per il "Corriere dei Piccoli", poi ribattezzato "dei Ragazzi", è stato tra i più felici inventori di storie e personaggi, scrivendo un numero impressionante di soggetti, adattamenti, sceneggiature per fumetti (ci sono vere e proprie pietre angolari della graphic novel italiana, come Il "Dottor Oss" e "Il Maestro"), feuilleton, commedie e altre narrazioni a sfondo storico, fantastico o realistico, indifferentemente. Dei suoi anni al "Corrierino" e delle successive collaborazioni ad altre testate - come il "Messaggero dei Ragazzi", articolazione quest'ultima del padovano "Messaggero di Sant'Antonio" - Come è bella l'avventura offre una meditata sintesi, nella parte illustrata di questo volume e negli approfondimenti finali di affermati studiosi come Luigi Casali, Pier Luigi Gaspa, Giorgia Grilli, Franco Piccinini e Fernando Rotondo. Consapevoli, lo ha detto Gianni Rodari, che i protagonisti di Milani non sono e non si presentano mai come compagni di gioco, ma come compagni di vita.