Questo saggio cerca di ricostruire, attraverso la lente di alcune delle maggiori figure letterarie o artistiche del ’900, la funzione profonda che esercita la prostituta nella modernità e fino ai nostri giorni.
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Andando, dunque, da Baudelaire a Jean-Luc Godard, da Wedekind ad Alban Berg, da James Joyce a Jean Genet, da Maupassant a Charles Bukowski, l’autore prova a mettere a fuoco il ruolo dirompente che gioca la puttana rispetto alla nostra idea dell’arte, del denaro, del lavoro, della polizia, e, in senso più tecnicamente filosofico, del soggetto e della verità stessa. Comunque la si pensi, un testo che mette seriamente in questione tutta una serie di luoghi comuni della nostra epoca.