Quando nel 1861 i Teatri imperiali di San Pietroburgo commissionano un nuovo titolo a Giuseppe Verdi l'opera italiana ha raggiunto il massimo apice di gradimento presso la corte russa e il pubblico della città. Da tempo essa è presente nei teatri della capitale, e funge da principale strumento di propaganda della Corona.
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Superato qualche serio problema organizzativo, la forza del destino va in scena nel novembre 1862 con un notevole dispendio di mezzi. Alcune testate ne trasmettono l'esito strepitoso, altre dispiegano non poche polemiche. La ricezione intellettuale dell'opera è contrastata, a più facce, complessa. Questo libro cerca di spiegarne le ragioni e gli argomenti, andandoli a ricercare nella pubblicistica del tempo e scavando nella stratificazione di posizioni critiche che si accumulano in riferimento all'opera italiana di Russia lungo i decenni, fin dal suo approdo nell'Impero. Lo studio fa così luce anche su taluni caratteri della critica musicale russa del teatro in musica, sullo sfondo dell'evoluzione politica e culturale del Paese.
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URBFR@PESARO - Biblioteca della Fondazione Rossini