«La gente stravedeva per gli scontri tra oratori nel foro. Si schierava per l'uno o per l'altro come se ad affrontarsi fossero due gladiatori nell'arena». In una Roma instabile e decadente, destinata a crollare sotto il peso delle ambizioni di politici e militari, Marco Tullio Cicerone, già celebre difensore, veste gli inediti panni dell'accusa.
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Dovrà dimostrare di sapersi muovere sulla scacchiera di un gioco che non ha più regole. 70 a. C. Il futuro della Repubblica è in bilico e un'ombra si allunga sull'ex propretore della Sicilia Gaio Licinio Verre, al centro di uno spettacolare processo dall'esito quanto mai incerto. Per scongiurare la minaccia del complotto e assicurarsi che giustizia venga fatta, Cicerone si affida alla propria esperienza e a quella dell'ex centurione Tito Annio Tuscolano. Ma la verità potrebbe costare ai Romani molto più di quanto lui stesso non sia disposto ad accettare. Negli anni in cui è stato in carica, Gaio Licinio Verre ha messo la Sicilia in ginocchio: estorsioni, peculato, torture, in alcuni casi persino omicidio. In occasione del processo che lo vede imputato per concussione, due famosi oratori si affrontano senza esclusione di colpi: all'accusa, Marco Tullio Cicerone, prossimo a essere eletto edile, e alla difesa Quinto Ortensio Ortalo, suo rivale storico. La vita di Verre, però, è in grave pericolo: l'uomo infatti è l'obiettivo del più letale fra i sicari, un mostro implacabile che farà di tutto per portare a termine la sua missione. Cicerone è disposto a sfidare chiunque per assicurare Verre alla giustizia e rivelare i mandanti che minacciano l'integrità della Repubblica. Nell'indagine lo affiancheranno l'ex centurione Tito Annio Tuscolano, il veterano Astragalo e l'indecifrabile Lafreno. Tra ex ballerine arriviste, avidi pubblicani, parassiti intriganti e mercanti di schiavi, i tre andranno a caccia nei vicoli oscuri della Suburra, dove la legge non arriva, per scontrarsi con nuovi e antichi nemici.