Fra le più interessanti pittrici del panorama artistico marchigiano e laziale del 900, Nicoletta Bonarelli (Pesaro, 1906-Cineto Romano, 2002) ha saputo infondere nelle sue opere l’essenza stessa della sua vita, in particolare la sua esperienza di donna e madre.
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Partendo dal vero, da quel dato sensibile che per sua stessa ammissione le era strettamente necessario, è riuscita a restituire nei suoi dipinti il puro sentimento, privo di qualsivoglia contaminazione politica, sociale o ideologica. Nata a Pesaro da un’antica famiglia aristocratica anconetana e trasferitasi giovanissima a Roma, si è formata all’Accademia di Belle Arti della capitale, allieva prediletta di Ferruccio Ferrazzi. Il suo percorso stilistico, partito da un’iniziale appartenenza alla Scuola Romana, giunse a partire dal secondo dopoguerra a uno stile personale e inconfondibile, incentrato nelle sue drammatiche scene di maternità e nelle sue grandi e monumentali figure femminili archetipiche. Nicoletta Bonarelli non è stata solo una grande artista, ma anche un’insegnante attenta e capace di creare attorno a sé e alla sua scuola d’arte romana una vera e propria comunità femminile di giovani allieve.
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