La Battagliosa è il nome di una fonte d’acqua nei pressi di Gallignano, frazione di Ancona eretta su un’incantevole collina, dove si svolge buona parte della narrazione tra l’autunno del 1943 e l’estate del 1944, periodo in cui tanti anconetani si rifugiarono fuori città per sfuggire ai bombardamenti.
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La Battagliosa fa riferimento anche al carattere di mia madre, lei che sognava di diventare maestra, e che in un certo senso lo è diventata, non maestra di scuola elementare ma di battaglie di Vita. Allo stesso tempo richiama il carattere dell’intera città di Ancona, compresi i suoi quartieri periferici e le frazioni, come Gallignano. La Battagliosa è la forza dell’acqua che sgorga dalle fonti della Terra. Acqua umile e potente, come le donne e gli uomini che hanno condiviso le loro vite in uno dei periodi più difficili della nostra storia recente. Tra loro mia madre e mio padre. Dare ascolto alle loro voci significa rendere giustizia a chi si è offerto, persino con la propria vita, per sanare, a beneficio delle generazioni future, le ferite profonde e trasformarle in cicatrici da cui ispirarci per conseguire una nuova coscienza collettiva.