Nonostante ciò che leggiamo e ascoltiamo, non ci troviamo di fronte a una rivoluzione causata dall’intelligenza artificiale, ma a un cambiamento radicale innescato dalla disponibilità di grandi quantità di dati. Questi hanno trasformato il modello di business dell’informazione, spostandolo su un piano d’intrattenimento che favorisce una sovrabbondanza di contenuti.
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In questo contesto, fenomeni come il confirmation bias e le echo chambers emergono forse come tentativi di trovare un senso e di sentirci meno soli in questa valanga di informazioni. I dati impongono anche un cambiamento radicale nell’approccio alla conoscenza del mondo: occorre adeguarsi alla realtà imposta dai fatti. Eppure, l’informazione, anche quella che passa per approfondita, è spesso più ispirata da film di fantascienza che dalla realtà, complici il business dell’intrattenimento e la visione soggettiva di alcuni interlocutori che distorcono la percezione pubblica e alimentano misconcezioni diffuse. È fondamentale riconoscere i nostri limiti. Cerchiamo di capire il mondo intorno a noi, ma non sempre ci riusciamo. L’approccio antropocentrico, combinato con narrazioni superficiali, ha storicamente portato a catastrofi. Dobbiamo costruire la nostra comprensione su basi più solide e realistiche. Volendo riassumere il messaggio di queste pagine, diremmo: vogliatevi bene e mantenete un sano scetticismo. Non fidatevi ciecamente delle narrazioni convenienti e superficiali, e cercate sempre di approfondire, soprattutto quando le spiegazioni sembrano troppo semplici o vuote per essere vere