Il volume segue il tentativo di restituire alla legge n. 132 del 2025 l'intento che ne ha ispirato i lavori preparatori, di equilibrare il rapporto tra benefici e rischi dell'IA attraverso una cornice normativa capace di promuovere le nuove tecnologie nel rispetto dei diritti fondamentali della persona.
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La lettura sistematica dell'intero impianto regolatorio testimonia la cristallizzazione dei valori costituzionali in regole e principi di un diritto non neutrale laddove si discorra della genesi del fenomeno (promozione di un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dell'IA in una dimensione antropocentrica), dell'utilizzo improprio e di quello consentito (nel lavoro, nella pubblica amministrazione, nella giustizia, nella sanità, professioni intellettuali, nel diritto di autore, e del suo epilogo (tutela penale e civile). Il contesto svela il radicale cambio del paradigma normativo che passa dalla logica tradizionale, reattiva e neutrale, ad una visione anticipatoria e assiologica, ove la regola non si limita a seguire gli effetti della tecnica, ma si fonda su scelte valoriali a priori, capaci di orientare lo sviluppo tecnologico nel rispetto del patto costituzionale. Ne deriva un approccio normativo che seleziona i valori da proteggere, progetta l'architettura regolatoria, gradua gli obblighi in base ai rischi connessi al suo utilizzo. Si disegna, così, una nuova rotta per i futuri approfondimenti giuridici nel campo dell'IA che sollecita un'interpretazione della legge orientata all'etica dell'umanità, della responsabilità e della fiducia.