Se la storia del tempo presente sembra essere scritta con l'inchiostro dell'apocalisse, Peter Apps ci invita a leggerla attraverso le vicende della NATO, l'organizzazione che tante volte ha scongiurato un tragico epilogo per il "nostro" mondo.
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In questa biografia, l'Alleanza prende la forma di un organismo vivo, capace di nascere, crescere e trasformarsi più volte: dai giorni drammatici del dopoguerra a quelli dei conflitti odierni, passando per le grandi crisi internazionali come le guerre nei Balcani, in Georgia e in Ucraina, e attraversando cambi di scenario brutali come quelli provocati dal terrorismo fondamentalista e dalle nuove guerre informatiche. Apps racconta una NATO imperfetta, problematica, spesso persino litigiosa, ma capace - tra errori, correzioni di rotta e compromessi - di svolgere il suo compito essenziale: tenere al sicuro il territorio degli Stati membri, evitare l'escalation incontrollata e far pesare il vincolo tra le democrazie come strumento di stabilità. Ne emerge il ritratto di un'alleanza politica che vive di consenso e leadership, ma anche di paziente tessitura istituzionale. Capitolo dopo capitolo, Contro la fine del mondo mostra come dottrine, decisioni e crisi abbiano modellato l'ordine di sicurezza europeo e atlantico, e perché oggi quell'ordine sia di nuovo in bilico. Da Dunkerque a Vilnius e Washington, Apps coniuga un percorso storico approfondito con lucidità strategica: solo così si comprende perché la NATO esiste, che cosa fa davvero e perché - nel tempo delle prove estreme - continua a contare. Un invito a uscire dal fa - talismo per scegliere, ancora, la responsabilità del comune destino.